Prefazione – Aletta

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Avevo da poco vent’anni quando incontrai Chiara Lubich, che non ne aveva ancora compiuti venticinque.Noi prime focolarine1 eravamo tutte giovani.C’era la guerra2 e quel poco tempo che forse avevamo ancora davanti, lo volevamo VIVERE al massimo!Il mio incontro con Chiara risale alla domenica 5 gennaio 1945. Quel suo linguaggio nuovo era travolgente. Ricordo che ci parlava delle stelle nel cielo che, pur distinte, sono tutte luminose. Il mio primo incontro con Chiara fu per me prepararmi all’altra vita e, al tempo stesso, imparare a vivere la vita qui, sulla terra. Nasceva già il nostro modo di vedere la creazione, la vita, la morte e l’eternità.
Se prendiamo le prove della vita, anche fisiche come un dono di Dio, ecco che si ringiovanisce nello spirito, fino ad arrivare all’ultimo momento, che non sarà un morire improvvisato o un arrivare di colpo in un’altra vita, perché ci saremo preparati gradatamente.Allora la morte non dovrebbe farci paura.Se adesso ne abbiamo, è perché non possediamo la grazia per quel momento. Quando saremo al punto estremo, avremo la grazia di vivere bene l’ultimo momento, anche se difficile.

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Data: 2020-11-10
Formato: text
Durata: 28'